Psicoterapeuta Mestre Padova

Il narcisista sa di esserlo? Parte I

 

Quest’oggi rispondo ad una delle domande più frequenti in tema di narcisismo patologico: “Il narcisista sa di esserlo?” 

Occorre fare una premessa importante: identificare un individuo come narcisista è una diagnosi, quindi non sarebbe corretto da parte mia fornire l’elenco dei segnali che possono portare a sostituirsi ad un atto medico/sanitario. 

E’ invece più importante ed utile identificare i segnali della manipolazione affettiva, che può condurre verso una dipendenza indotta sia in un soggetto predisposto, sia nel soggetto che fino a quel momento stava vivendo una vita assolutamente autonoma e realizzata. 

La consapevolezza del narcisista?

L’interrogativo cambia: “Il narcisista si rende conto di fare del male?”

Ci sono diversi livelli di cultura e sofisticazione mentale.

Esistono i violenti, i cosiddetti ‘rozzi’, che possiamo lasciare alla loro relativa, anzi massiccia, inconsapevolezza. Di questi personaggi ci importa relativamente poco, perché sono tra i manipolatori la percentuale minore ed in assoluto i più evidenti nella loro incosciente problematicità.

E’ certamente maggiore quella parte di narcisisti o di personalità miste, che invece adottano comportamenti, coscienti delle intenzioni e delle conseguenze del loro agire. 

E’ molto probabile che questi ultimi si siano mossi inizialmente sulla base di meccanismi ed esigenze di cui non si rendevano conto. 

Ma essendo ‘seriali’, la continua sete di controllo e di potere, la brama di volersi sentire migliore, quell’insicurezza che devono tenersi sempre lontana, nascosta anche a loro stessi, determinano l’insorgere di un dubbio che ‘qualcosa di strano’ ci sia. 

Esattamente come la vittima viene a scoprire del narcisismo attraverso canali d’informazione, video o libri, così anche il narcisista verrà a conoscenza dei meccanismi attraverso letture o persone che ne parlano, magari additandolo come uno di loro. 

Alla base della personalità narcisistica ci sono appetiti e bisogni che devono assolutamente essere soddisfatti : si accorgono quindi di aver bisogno di controllo, di potere e di tenere a bada le loro insicurezze, agendo intenzionalmente di conseguenza. 

Mentre i momenti in cui proiettano sull’altro i propri bisogni, in cui ribaltano sul partner la propria cattiveria, le proprie gelosie e il proprio bisogno di amore, sono passaggi di temporanea inconsapevolezza. 

D’altra parte anche la vittima ha bisogno di sentirsi speciale: necessita di amore, attenzioni e complimenti.

Sono i motivi per cui è caduta nella trappola, le ragioni per cui vi rimane nonostante tutto e perciò dinamiche di cui divenire, da parte sua, consapevole e prendersene la responsabilità.

Detto questo, la domanda “Il narcisista sa di esserlo?” cosa nasconde in realtà?

Forse la soddisfazione di fargliela pagare?

Rabbia, voglia di vendicarsi, di dirgli in faccia cose, sono reazioni legittime e assolutamente umane.

Ma dopo averlo fatto più e più volte, comprendendo quanto a nulla serva tutto questo dispendio di energie, invece di domandarti se il narcisista si rende conto di esserlo, chiediti piuttosto se non sarebbe meglio metterti in salvo e abbandonare la nave. 

Perché il continuo confronto con lui non farà altro che tradursi in una danza in cui uno si allontana mentre l’altro si avvicina: un interminabile gioco ‘al gatto e al topo’ dove sembra che tutto cambi, ma nulla cambierà mai.

Attenzione a non cadere in questo meccanismo infinito, perché tanto più si protrarrà, tanto più difficile sarà uscirne. 

Buon cammino

 

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