Psicoterapeuta Mestre Padova

Il narcisista sa di esserlo? Parte II

 

In questo testo voglio approfondire la risposta data nel precedente articolo alla domanda: “Il narcisista sa di esserlo?

Nella prima parte dedicata, ho avuto la necessità di sottolineare come il termine “narcisismo” sia in realtà una diagnosi: la persona che fa del male o che manipola può non essere affatto consapevole di questa etichetta, ma agisce sapendo di far del male o di manipolare. 

Il livello di consapevolezza può tuttavia variare: il narcisista sofisticato mentalmente è senz’altro più cosciente dei suoi comportamenti rispetto al narcisista violento.

Alla base c’è per tutti una profonda invidia nei confronti dell’altro, che possiede qualità lontane dalla loro natura e che sente emozioni che loro non riescono a provare.

Avendo nel contempo l’esigenza di sentirsi superiori, hanno bisogno di far soccombere, di sottomettere, di assistere alla disfatta altrui.

Oltre ad un enorme nutrimento emozionale, tutto questo porta i narcisisti patologici ad identificarsi come i più forti.

D’altra parte è l’unica legge che riconoscono: quella del più forte e del più furbo. 

Passa quindi in secondo piano la risposta alla domanda di partenza: è secondario sapere se vedono sé stessi come tali.

Sono individui che ‘non si guardano’, ma puntano l’attenzione alla preda e all’obiettivo da raggiungere. 

Il consiglio è di non concentrarsi su di loro, ma su ciò che è buono per noi.

I narcisisti perversi ritengono necessario fare del male, per questo ancora una volta la raccomandazione è cercare di mettersi in salvo. 

Buon cammino