Non è “no contact” quando…

Vai via…vai via…ma proprio non ti vuoi staccare?!

Se noti, è la mano che non si vuole staccare dal braccio. Ti dice qualche cosa?

Prendere la decisione di sbarrare ogni strada a ogni contatto, ogni comunicazione, con una persona dalla quale dipendi emotivamente e che, attenzione, ha ampiamente dimostrato di non amarti, non è facile.

E’ anche vero che eseguire correttamente il “no contact” non è scontato.

Non è facile perché spesso si scivola in una serie di errori o cattive interpretazioni di questa pratica. Vediamone i più frequenti:

  • Non è “no contact” quandi sì, lo blocchi ma in realtà ti apposti per spiarlo di nascosto, per controllarlo, alla ricerca di qualche segnale, qualche prova che in realtà non stia giocando a nascondino anche lui.
  • Non è “no contact” se lo intendi come un modo per punirlo a tua volta, un modo per dare sfogo alla tua rabbia.
  • Non è “no contact” quando ti pare brutto non rispondere agli auguri per il tuo compleanno che in qualche modo riesce a farti pervenire.
  • Non è “no contact” quando, incontrandolo a una festa o in un locale, ti pare brutto non rispondere a un suo saluto.
  • Non è “no contact” se ci fai ancora sesso…beh, questo nemmeno dovrei dirlo!
  • Non è “no contact” quando, di fatto, attraverso amici comuni vi scambiate informazioni sulle vostre rispettive vite, quando pensi che sarebbe crudele da parte tua: “ma come, se domani dovesse avere bisogno? Non è da me…”

C’è un solo motivo per attuare il “no contact”: quello di guarire dal trauma della manipolazione affettiva e di usare quel tempo per ricostruire la tua vita. Hai già la prova che sia la strada giusta perché quando lui o lei sono spariti per settimane, a parte il primo periodo di crisi, hai meravigliosamente cominciato a notare che stavi bene.

Non si tratta solo della tua dignità ma anche della tua salute.

Fai ancora in tempo, buon cammino.