Psicoterapeuta Mestre Padova

Narcisismo sano, narcisismo patologico e narcisismo del co-dipendente

In tema di narcisismo e vittime di narcisisti vorrei fare qualche considerazione: indubbiamente in questi anni c’è stata un’ondata di video che ha i suoi aspetti positivi per quanto riguarda l’informazione e la prevenzione di certi fenomeni e l’emersione di un fenomeno che per lungo tempo è rimasto sommerso ma dall’altra c’è stata una sorta di demonizzazione del termine narcisista, come se una personalità fosse meglio o peggio di un’altra.

Sicuramente ci sono degli estremi, il narcisismo maligno, patologie e la psicopatia, dai quali assolutamente bisogna difendersi ma le coppie che vanno in crisi per i motivi più disparati, vedono per lo più responsabili entrambi i partners. 

Questa ondata di video sul narcisismo ha dato il “la” a una certa strumentalizzazione, quello che è visibile ai più d parte di alcune donne, questi video commentati per lo più dal genere femminile.  Diciamo che in qualche caso il dito puntato e la facile diagnosi, che dovrebbe essere un atto sanitario, ha portato a qualche eccesso. Cosa bisogna dare?  Intanto togliersi dalla testa di poter diagnosticare perché non se ne hanno gli strumenti nè le competenze nè è necessario. Quello che queste informazioni devono dare è la consapevolezza degli strumenti per difendersi dalle manipolazioni e dall’abuso psicologico. Poi i termini narcisista, istrionico, persino ossessivo-compulsivo, iroso, maniacale può creare dei disastri nelle coppie. 

Scordiamoci del fatto che la responsabilità è sempre e solo del partner e dei poveri maschietti che indubbiamente qualche volta si sentono bistrattati e in minoranza. Il fenomeno è grave, è giusto che venga denunciato. Questi piccoli effetti collaterali non possono far desistere chi vuole divulgare queste informazioni per il semplice motivo che i vantaggi sono molto più numerosi degli svantaggi perché quello che l’informazione giusta e corretta può dare non si può negare. 

Per quanto riguarda invece il termine narcisista, ormai sta uscendo dalla valutazione del termine in ambito categoriale, è un termine tecnico che si usa in psicologia ma se ne valuta la dimensione: si parla di personalità narcisista a prescindere se ci sia un disturbo della personalità che possa essere definito tale oppure che non sia trasversale a diversi tipi di disturbi.

Esiste tuttavia una serie di scuole di pensiero diverse e molti sono a favore di questa possibilità: esiste il disturbo evitante di personalità ma non tutti sono patologici che evitano qualsiasi tipo di esperienza, qualcuno ne ha semplicemente paura; esiste il disturbo ossessivo-compulsivo che va dal preciso al maniacale; per cui qualcuno, come Shannon Thomas, dice che non è d’accordo ad ammettere l’esistenza di un narcisismo sano perché equivarrebbe a dire che una cellula cancerosa possa essere positiva o sana. Ci sono però tutte le sfumature intermedie: sappiamo che alcuni tumori sono molto aggressive ma alcuni sono detti anche tumori benigni. 

Se una persona che vuole stare al centro dell’attenzione e al contempo si rende utile per la società e non crea disastri relazionali non vedo perché non valorizzare ma demonizzare questo tipo di personalità. Quindi questo non mi trova d’accordo ed è giusto che venga fatta un po’ di chiarezza. 

Poi è giusto anche ricordare il narcisismo delle vittime: a parte la maggior parte dei casi in cui il narcisista ha infierito in maniera palesemente negativa ma se invece di darsela a gambe, la vittima si accorge che in maniera masochistica si impegna fino allo spasmo nella relazione perché non vuole rinunciare all’idea megalomane di trasformare con il proprio amore una persona che è lontana dal poter cambiare, allora un esame di coscienza lo devono fare anche le cosiddette vittime perché si instradano in un sentiero lunghissimo di passione controproducente. Preso atto di questo bisogna assolutamente rimboccarsi le maniche per prendere la strada dell’autoconsapevolezza e una dieta dalle passioni distruttive.

Buona giornata e buon cammino.