Come liberarsi dalla dipendenza di un amore malato

Era tutto così perfetto, eppure ora ti sembra di vivere in un incubo.

Una delle sensazioni dalle quali è invasa la vittima di una relazione tossica è l’incredulità. Uno stato confusionale fatto di ansia, incertezza, colpa.

Si affacciano nella tua mente due volti: l’angelo dei primi tempi e il diavolo, che con odio e macabra soddisfazione sta infierendo su di te.

Il modo in cui sparisce e riappare per farti il cucù fa male, ma non è nulla in confronto alla dose si offese e svalutazioni che ti rovescia addosso.

Tuttavia c’è una domanda alla quale non riesci a trovare risposta: ma chi è? E soprattutto come ho potuto non accorgermene prima, come ha fatto a fingere così bene?

Quando sono a tu per tu con i miei pazienti, so benissimo che non ci sono trucchi o bacchette magiche per alleviare all’istante il dolore che provano. Il mio compito è fornire loro degli strumenti per attraversare il dolore da protagonista consapevole.

Tuttavia oggi voglio svelarti un piccolo trucco, un gioco di consapevolezza che si è spesso rivelato utile per risollevarsi dalla sensazione di essere sbagliati.

Scrivi su un fogliettino le cose che cercavi, che avevi trovato nella persona che oggi ti maltratta: disponibilità, gentilezza, amore, l’anima gemella. Pensa a queste qualità come un bigliettino rosso che rappresenta tutto il bene che ci avevi visto e che avevi sovrapposto a questa persona.

Ora, osserva questo semplice gesto. Vorrei che riuscissi a distinguere quello che è veramente importante dalla persona che ci sta sotto.

Il narcisista patologico non ha queste qualità, ecco cosa c’è veramente, spogliato dalle sue finzioni, null’altro. Ma ho una buona notizia per te: la capacità di amare, la voglia di condividere, la gentilezza, sono cosa tua e ti apparterranno sempre. Tornerai a risentirle ancora, man mano che il processo di guarigione farà il suo corso. Il sole tornerà a splendere e rifiorirai a nuova vita.

Buon cammino