Ottimisti si, ma…

 

L’ottimismo è una bella cosa, tuttavia a volte miete vittime.

Hai mai partecipato ad alcuni seminari sul potere personale? Rimanere gasato ed entusiasta per giorni, per poi ritornare al punto di partenza?

In merito al pensiero positivo, ho imparato che quando arrivano paura, dubbi ed emozioni negative, ignorarli semplicemente non funziona.

Nel mio lavoro di psicoterapeuta ricevo persone che non riescono ad essere ottimiste.

Alcune si aggrappano al pensiero positivo in maniera disperata. Seguono quello che chiamo ‘Pensiero positivo fobico’: “Devo assolutamente pensare positivo!”

Invece di negare il dubbio che qualcosa possa andare storto, infilando i pensieri negativi sotto il tappeto, meglio cambiare logica.

Poiche’ alla mente umana risulta naturale ragionare per opposti, possiamo utilizzare a nostro vantaggio l’ottimismo e il pessimismo come componenti di una squadra vincente.

E’ l’ottimismo/realismo della strategia ‘Fantasy Realization Theory (FRT) o Fantasy-Reality Technique‘ della psicologa Gabriele Oettingen.

Ecco in breve come funziona:

  1. Pensa al risultato che desideri. Es. Perdere 10 chili, affrontare un discorso in pubblico, guadagnare di più.
  2. Pensa ad alcune cose che potrebbero andare storte, ma anziché lasciarti infastidire da questi pensieri, elabora in anticipo una soluzione vincente. Es. L’immagine magra di te ti motiva, ma poi ricordi tutte le volte che non hai resistito a patatine e cioccolatini.
  3. Studia in anticipo delle strategie. Es. resisti, oppure ne assaggi solo una piccola quantità, o ancora trasgredisci ma poi vai a correre per recuperare.

In questo modo il pensiero positivo è più credibile perché tiene conto anche del dubbio.

Concludendo.  Ottimismo, bene. Ottimismo più realismo, meglio!

Buon cammino