Se l’autocritica non ti fa sentire ok

Tra i pensieri che rendono pesante l’esistenza di molte persone, ci sono quelli legati all’autocritica.

Se sei tra coloro che finiscono quotidianamente nella trappola del ‘non sentirsi abbastanza adeguato’, oggi ti aiuterò a mettere al bando questo flagello.

A sentire gli argomenti della tua ‘voce critica‘, tu dovresti essere perfetto e subito: ma questo non è nella natura delle cose.

In realtà, ognuno di noi fa sempre del proprio meglio, anche tu.

Già, proprio tu!

Mi rendo conto che in questo momento sto sfidando la tua parte giudicante, che proprio non ci sta a perdonarsi per questo o quel fallimento.

Non sei riuscito a stare a dieta? Hai cercato di smettere di fumare senza riuscirci? Hai detto qualcosa di cui ti sei pentito?

A volte il pensiero che avresti potuto fare di meglio, quando particolarmente insistente e cattivo, mette il dito nella piaga della tua autostima.

Per questo, voglio condividere quello che ha aiutato me ad allontanare la trappola e la tortura dell’autocritica.

Lo farò utilizzando l’esempio che uso nel mio corso ‘Migliora la tua autostima‘: la tentazione del babà.

Chi di noi non conosce un amico o un’amica che si sottopone periodicamente a diete drastiche?

Supponiamo che la persona si senta frustrata per aver ceduto, ancora una volta, alla tentazione di mangiare il babà, o qualsiasi altra leccornia.

Come la convinco che ha fatto del suo meglio?

Questo il mio pensiero: “Cara amica, quando ti sei riproposta di non mangiare il babà eri forte della tua buona intenzione; avevi capacità di resistere 100 e tentazione 0”.

Nei giorni successivi (accade spesso così), il rapporto di forze comincia a modificarsi: capacità di resistere 80, tentazione 20; poi resistenza 70, tentazione 30; 60-40; 51-49…

… Finché, a un certo punto, la tentazione supera il buon proposito.

“Cara amica, nel preciso momento in cui è avvenuto il sorpasso, la cosa più probabile che potevi fare era assaggiare il babà. Hai fatto del tuo meglio, con le risorse che avevi a disposizione in quel momento! Quando hai 39 di febbre, non pretendi da te stessa di essere efficiente come quando sei in perfetta salute!”.

Ecco dunque i miei consigli per rendere innocui autocritica e sensi di colpa.

-Elimina il proponimento “Da lunedì sarò perfetto”, che crea scissione tra la tua buona intenzione e le tue reali risorse in quel momento. La chiave è l’accettazione che, a ben vedere, è l’esatto contrario dell’autocritica.

-L’accettazione passa per la comprensione. Infatti potrai avere più autocontrollo se comprendi quale funzione positiva svolge per te quella trasgressione (alimentare o di altro tipo che sia). Ad esempio, quale compensazione metti in atto con un’abbuffata? Perché non riesci a fare a meno di inseguire chi non ti apprezza?

Piuttosto che contrastare l’autocritica, neutralizzala imparando ad accoglierla, osservarla e lasciarla fluire.

Buon cammino